Sangiovese (vitigno)
Il Sangiovese, vitigno base di Chianti Classico, Brunello e Vino Nobile: origini, zone di coltivazione, denominazioni, profilo al palato e abbinamenti.

Il Sangiovese è uno dei vitigni a bacca nera più diffusi in Italia, con circa un decimo della superficie vitata nazionale, ed è la base dei grandi rossi toscani: Chianti Classico, Brunello di Montalcino, Vino Nobile di Montepulciano e Morellino di Scansano. È coltivato soprattutto in Toscana e in Romagna, ma lo si trova in quasi tutta l'Italia centrale e in parte del Sud. Dà vini di colore rubino, con acidità alta, tannini decisi e profumi di ciliegia e frutti rossi, che con l'invecchiamento si spostano verso note terrose, di sottobosco e di spezie.
In breve
| Colore | Bacca nera; vino rosso rubino da giovane, che vira verso il granato con l'età |
|---|---|
| Zone principali | Toscana, Romagna, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Puglia; in Corsica come Nielluccio |
| Denominazioni principali | Brunello di Montalcino DOCG, Chianti Classico DOCG, Chianti DOCG, Vino Nobile di Montepulciano DOCG, Morellino di Scansano DOCG, Romagna DOC Sangiovese |
| Cloni/biotipi noti | Sangiovese grosso e Sangiovese piccolo (distinzione storica); Brunello e Prugnolo gentile come biotipi locali; cloni R24 e T19 selezionati in Emilia-Romagna; circa 90 cloni omologati nel Registro nazionale |
| Temperatura di servizio | 16–18 °C per Chianti Classico e rossi giovani; 18 °C circa per Brunello e vini invecchiati |
Origini e nomi
La prima citazione probabile del vitigno risale al 1590, quando l'agronomo fiorentino Giovanvettorio Soderini scrisse di un "Sangiogheto" nel suo trattato sulla coltivazione delle viti in Toscana. Un'analisi del DNA pubblicata nel 2004 indica che il Sangiovese è nato da un incrocio tra il Ciliegiolo, toscano, e il Calabrese di Montenuovo, una vecchia varietà del Sud Italia. Altri studi propongono ipotesi diverse, e la parentela è ancora discussa.
Il vitigno è iscritto nel Registro nazionale delle varietà di vite con il nome "Sangiovese N." (codice 218). Ha molti sinonimi locali: Sangioveto nel Chianti, Brunello a Montalcino, Prugnolo gentile a Montepulciano, Morellino a Scansano e Nielluccio in Corsica.
La distinzione tra "Sangiovese grosso" e "Sangiovese piccolo" viene dagli studi di Girolamo Molon del 1906 e per molto tempo ha separato i cloni di qualità più alta da quelli più comuni. Oggi la ricerca non la considera più una classificazione scientifica valida: ci sono decine di cloni con caratteristiche diverse, e nuovi cloni vengono ancora omologati, come i due approvati dal Masaf nel 2025 per una tenuta del Chianti Classico.
Dove si coltiva
Il Sangiovese occupa circa il 10–11% della superficie vitata italiana. Secondo i dati ISTAT, nel 2010 le superfici erano di circa 70.000 ettari. Secondo la scheda del Registro nazionale, la regione con più ettari è di gran lunga la Toscana, seguita da Puglia, Emilia-Romagna e Marche.
È un vitigno che germoglia presto e matura lentamente, quindi ha bisogno di una stagione vegetativa lunga. In Italia la vendemmia comincia tradizionalmente dopo la fine di settembre e oggi cade spesso tra metà e fine ottobre. I risultati migliori arrivano dalle colline: nel Chianti Classico, per esempio, ci sono suoli ricchi di marne e calcare (alberese); in Romagna sulle colline di arenaria e argilla a sud della via Emilia. A Montalcino il Monte Amiata, a circa 13 km, protegge i vigneti e rende il clima più mite.
Fuori dall'Italia è coltivato in Corsica, dove come Nielluccio entra nei rossi e nei rosati di Patrimonio, e in California.
I vini che nascono dal Sangiovese
Le regole cambiano molto da una denominazione all'altra, sia per la percentuale minima di Sangiovese sia per l'affinamento. Ecco i requisiti principali dei disciplinari:
| Denominazione | Sangiovese minimo | Affinamento minimo |
|---|---|---|
| Brunello di Montalcino DOCG | 100% | Almeno 2 anni in legno; non si vende prima del 1° gennaio del quinto anno dopo la vendemmia (sesto anno per la Riserva) |
| Chianti Classico DOCG | 80% | Riserva: 24 mesi; Gran Selezione: 30 mesi, con almeno 90% di Sangiovese e solo vitigni autoctoni come complemento |
| Vino Nobile di Montepulciano DOCG | 70% (Prugnolo gentile) | 2 anni, di cui almeno 1 in legno; Riserva 3 anni |
| Morellino di Scansano DOCG | 85% | Previsto anche nella versione Riserva |
| Romagna DOC Sangiovese | 85% (95% con la menzione di sottozona) | Riserva: 24 mesi |
Il Sangiovese è anche la base del Chianti e del Carmignano ed entra nel Montefalco Rosso e nel Rosso Piceno Superiore. Si usa inoltre in molti rossi IGT, da solo o con vitigni internazionali: il Tignanello di Antinori è l'esempio più noto.
Il Morellino di Scansano, DOCG dal 2006, si produce nella fascia collinare della provincia di Grosseto tra i fiumi Ombrone e Albegna: tutto il comune di Scansano e parte dei comuni vicini. Il Vino Nobile si produce solo nel comune di Montepulciano, tra 250 e 600 metri di quota, e il Brunello solo nel comune di Montalcino.
In Romagna il disciplinare prevede 16 sottozone, tra cui Bertinoro, Brisighella, Modigliana, Predappio e Serra, dove il vino deve contenere almeno il 95% di Sangiovese.
Al naso e in bocca
Da giovane il Sangiovese è rosso rubino brillante, e con l'età diventa granato. Al naso i vini giovani danno ciliegia, amarena, fragola, prugna e piccoli frutti rossi, a volte con una nota floreale di iris. Con il tempo e il legno arrivano note terrose, di sottobosco, di foglia di tè e di spezie, e nei Brunello più maturi anche legno aromatico e un leggero tocco di vaniglia.
In bocca le caratteristiche più evidenti sono l'acidità alta e i tannini decisi, a volte un po' ruvidi da giovani. Questo equilibrio rende i grandi Sangiovese longevi: un Brunello di Montalcino può migliorare in cantina per 10–30 anni.
I vini giovani vanno serviti intorno ai 16–18 °C; i Brunello e le Riserve più vecchie a circa 18 °C, aprendo la bottiglia un'ora o due prima. Le bottiglie molto vecchie si possono decantare.
Abbinamenti
Grazie alla sua acidità, il Sangiovese si abbina bene ai piatti a base di pomodoro. Alcuni abbinamenti classici:
- Chianti, Morellino e Sangiovese giovani: pasta al sugo di pomodoro o al ragù, pizza, zuppe toscane come la ribollita, piatti con erbe aromatiche come basilico, salvia e timo;
- Riserve e vini più strutturati: bistecca e carni alla griglia o affumicate, piatti tipici della cucina toscana;
- Brunello di Montalcino: carni rosse arrosto o allo spiedo, brasati, selvaggina, formaggi stagionati.
Gli altri vitigni sono nella sezione Vini rossi, e le aree di produzione nella guida alle zone viticole.




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