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Vino, l'allarme Uiv: inflazione al 5,4% e costi su dell'8,9%

Per Unione italiana vini il settore è stretto tra inflazione al 5,4%, prezzi del vino in calo e costi in aumento. La richiesta: più fondi per l'export.

Fila di botti di legno in una cantina

Il vino italiano è stretto tra inflazione e caro energia. L'allarme arriva dall'Unione italiana vini (Uiv), che il 5 novembre ha messo in fila i numeri della congiuntura: inflazione al 5,4% a ottobre, prezzi al consumo del vino in calo del 2,6% e costi di produzione cresciuti dell'8,9% su base annua. Il presidente Lamberto Frescobaldi chiede al Governo misure rapide sull'energia e un fondo straordinario per la promozione all'estero.

I numeri della congiuntura

Secondo le stime preliminari dell'Istat, a ottobre l'inflazione ha toccato il 5,4% annuo. Nello stesso periodo, sempre su dati Istat elaborati da Uiv, i prezzi al consumo del vino sono scesi del 2,6%. Dall'altra parte, l'indice Ismea dei prezzi dei mezzi correnti di produzione per il vino a settembre segnava un aumento dell'8,9% rispetto a un anno prima.

Il risultato è una doppia pressione sulle cantine: i costi salgono, soprattutto quelli energetici, ma non possono essere scaricati sui listini, perché i consumatori stanno tagliando la spesa non essenziale e il vino è tra le prime voci a uscire dal carrello. Uiv richiama un sondaggio di Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore, secondo cui il 35% degli intervistati indica il vino tra i primi acquisti da ridurre. Si tratta di intenzioni dichiarate, non ancora di un calo misurato delle vendite.

Le richieste al Governo

«Sempre più spesso il nostro settore deve far fronte a fattori esogeni in un contesto di mercato sempre più sotto pressione», ha dichiarato Frescobaldi, citando dazi, consumi in calo, difficoltà sui mercati internazionali e la concorrenza crescente dei nuovi Paesi produttori.

Sul fronte interno, l'associazione guarda al disegno di legge di Bilancio 2027, che contiene misure di sostegno ai costi energetici e incentivi agli investimenti in efficienza: Uiv ne auspica un'attuazione rapida e concreta. Sui mercati esteri chiede invece uno stanziamento straordinario aggiuntivo per la promozione del vino italiano, oltre ai fondi già previsti per l'internazionalizzazione, una misura ritenuta necessaria per sostenere la competitività delle imprese. Il comunicato non indica una cifra precisa.

Perché conta per il vino italiano

L'allarme arriva in una fase già difficile per l'export, con il mercato statunitense frenato dai dazi. Per le cantine il margine tra costi in crescita e prezzi fermi si sta assottigliando, e le prossime scelte sulla manovra peseranno sui conti del 2027.

Fonti: ANSA; Alimentando; I Grandi Vini

Scritto da

La redazione di Degusti Vina racconta i vini italiani: vitigni, denominazioni, zone di produzione e cantine, con informazioni verificate sulle fonti ufficiali dei consorzi e dei disciplinari di produzione.

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