Regioni e zone

Collio

Il Collio goriziano in sintesi: comuni, clima e suolo di ponca, le tipologie della DOC Collio con le regole principali, vitigni, aree, produttori di riferimento e quando visitarlo.

Vigneti in collina nel Nord-Est

Il Collio è la fascia di colline in provincia di Gorizia, in Friuli Venezia Giulia, che corre lungo il confine con la Slovenia tra il fiume Judrio e l'Isonzo. È una delle zone italiane più legate ai vini bianchi: Ribolla Gialla, Friulano, Sauvignon, Pinot Grigio e il Collio Bianco, l'uvaggio che ogni azienda interpreta a modo suo. La denominazione è stata riconosciuta nel 1968 con il nome ufficiale "Collio Goriziano o Collio".

In questa scheda trovi dove si trova la zona, i comuni, clima e suoli, le tipologie previste dal disciplinare, i vitigni, i produttori di riferimento e il periodo migliore per andarci. Per le altre zone del vino italiano consulta la sezione Zone viticole.

Dove si trova e quali comuni comprende

La zona del Collio è delimitata a ovest dal torrente Judrio, a est dall'Isonzo e a nord dal confine con la Slovenia. Comprende, in tutto o in parte, otto comuni della provincia di Gorizia:

  • Capriva del Friuli
  • Cormons
  • Dolegna del Collio
  • Farra d'Isonzo
  • Gorizia (con le località di Oslavia e Lucinico)
  • Mossa
  • San Floriano del Collio
  • San Lorenzo Isontino

È una denominazione piccola: il Consorzio Collio, nato nel 1964, indica circa 1.300 ettari coltivati a vigna, tutti in collina (altre fonti parlano di circa 1.500 ettari). Le aziende sono meno di 300 e in gran parte di dimensioni familiari; la produzione di Collio DOC è di circa 7 milioni di bottiglie l'anno.

Clima e suoli

Il Collio ha una posizione favorevole: a nord le Prealpi Giulie riparano le colline dai venti freddi, mentre il mare Adriatico, distante in media una ventina di chilometri, attenua gli sbalzi di temperatura.

Il suolo tipico è la ponca, una formazione di tipo flysch di origine eocenica in cui si alternano strati di marna e di arenaria. Dà suoli generalmente ben drenati e ai vini una componente sapida e minerale che i produttori considerano il tratto comune della zona. Le pendenze hanno portato, a partire dalla metà del Settecento, alla diffusione dei terrazzamenti chiamati "ronchi", da cui prendono il nome molte aziende.

Le denominazioni del Collio

Il Collio è una sola DOC, ma il disciplinare prevede 19 tipologie, 13 bianche e 6 rosse. I vini varietali devono contenere almeno l'85% del vitigno indicato in etichetta. Nella tabella le tipologie principali, con la quota indicativa sulla produzione indicata dal Consorzio dove disponibile.

DenominazioneTipoVitigniNote
Collio BiancoDOCUvaggio di vitigni bianchi della zona (Friulano, Malvasia, Ribolla Gialla e altri)Müller Thurgau e Traminer aromatico al massimo 15%; il vino simbolo della zona
Collio Pinot GrigioDOCPinot grigio min. 85%Circa il 30% della produzione
Collio SauvignonDOCSauvignon min. 85%Circa il 20% della produzione
Collio FriulanoDOCFriulano min. 85%Circa il 15%; note di mandorla e finale leggermente amarognolo
Collio Ribolla GiallaDOCRibolla Gialla min. 85%Circa il 10%; a Oslavia anche versioni macerate, di colore ambrato
Collio Chardonnay, Pinot Bianco, MalvasiaDOCVitigno indicato min. 85%Rispettivamente circa 8%, 4% e 3% della produzione
Collio PicolitDOCPicolit min. 85%Vino dolce, alcol minimo 14% vol.; quantità molto piccole
Collio RossoDOCCabernet franc, Cabernet sauvignon, Merlot, Pinot neroProdotto in piccole quantità; Riserva almeno 30 mesi, di cui 6 in legno
Collio Cabernet, Merlot, Pinot NeroDOCVitigno indicato min. 85% (il Cabernet anche da Carmenère)I rossi sono una quota minoritaria della produzione

Le altre tipologie bianche sono Müller Thurgau, Riesling, Riesling Italico e Traminer aromatico, prodotte in quantità limitate. Per i bianchi è prevista anche la menzione Riserva, con almeno 20 mesi di affinamento (escluso il Picolit).

Annata o Riserva

La menzione Riserva cambia i tempi rispetto ai vini d'annata: per i bianchi servono almeno 20 mesi di affinamento e il vino può essere messo in commercio solo dal 1° luglio del secondo anno dopo la vendemmia; per i rossi i mesi diventano almeno 30, di cui 6 in legno, con uscita non prima del 1° maggio del terzo anno.

Secondo le schede del Consorzio, quasi tutti i bianchi hanno un titolo alcolometrico minimo dell'11,5% e vanno serviti tra 10 e 12 °C. Fa eccezione il Picolit, che come vino dolce deve arrivare almeno al 14%.

I bianchi macerati di Oslavia

Accanto ai bianchi freschi e varietali, il Collio è conosciuto per un filone diverso: la Ribolla Gialla lasciata a lungo a contatto con le bucce, come si fa per i rossi. Ne escono vini di colore ambrato, con tannino percepibile e profumi più evoluti. Questo stile è legato soprattutto a Oslavia, frazione di Gorizia a ridosso del confine, ed è il motivo per cui molti appassionati visitano la zona.

Vitigni principali

  • Friulano: l'ex Tocai Friulano, vitigno autoctono che il Consorzio considera identitario della zona.
  • Ribolla Gialla: bianco autoctono con acidità alta; a Oslavia è legato alla tradizione dei vini macerati sulle bucce.
  • Malvasia (Istriana): bianco morbido e armonico.
  • Pinot Grigio: il più diffuso; secondo il Consorzio fu portato nel Collio a metà Ottocento dal conte Teodoro de La Tour.
  • Sauvignon e Pinot Bianco: arrivati dalla Francia nell'Ottocento e oggi ben radicati.
  • Picolit: l'uva del vino dolce della zona, prodotto in piccole quantità.
  • Merlot, Cabernet franc, Cabernet sauvignon, Pinot nero: le uve dei rossi.

Per approfondire i singoli vini consulta la sezione Vini bianchi.

Comuni e sottozone

Il disciplinare non prevede sottozone in etichetta, ma tra i produttori e nelle guide si distinguono spesso alcune aree:

  • Cormons: sede del Consorzio; qui si concentra il numero più alto di aziende associate, comprese quelle della località di Brazzano.
  • Capriva del Friuli: sede di aziende storiche come Russiz Superiore, Villa Russiz, Schiopetto e il Castello di Spessa.
  • Dolegna del Collio: la parte occidentale, verso lo Judrio, con località come Ruttars.
  • San Floriano del Collio: a ridosso del confine sloveno, con molte piccole aziende familiari.
  • Oslavia (Gorizia): frazione nota per i bianchi macerati di Ribolla Gialla di produttori come Radikon, Primosic, Fiegl e La Castellada.
  • Farra d'Isonzo, Mossa e San Lorenzo Isontino: la parte meridionale, verso la pianura dell'Isonzo.

Produttori di riferimento

Il Consorzio elenca oltre cento cantine associate. Tra quelle che si incontrano più spesso:

  • Schiopetto (Capriva del Friuli)
  • Russiz Superiore (Capriva del Friuli)
  • Villa Russiz (Capriva del Friuli)
  • Borgo del Tiglio (Cormons)
  • Edi Keber (Cormons)
  • Livio Felluga (Brazzano di Cormons)
  • Venica & Venica (Dolegna del Collio)
  • Jermann (Ruttars, Dolegna del Collio)
  • Radikon (Gorizia, Oslavia)
  • Primosic (Oslavia)
  • La Castellada (Oslavia)
  • Gradis'ciutta (San Floriano del Collio)

Le schede dei singoli produttori sono raccolte nella sezione Produttori.

Quando visitarla

  • Primavera (aprile-giugno): le colline sono verdi e le temperature adatte a girare in bicicletta o a piedi tra Cormons, Dolegna e San Floriano.
  • Settembre-ottobre: vendemmia e colori autunnali. Le aziende sono piccole e spesso a conduzione familiare, quindi in questo periodo è indispensabile telefonare o scrivere prima.
  • Estate: buona per abbinare il Collio a Gorizia, Cividale o alla costa di Grado, che non è lontana.
  • Inverno: periodo tranquillo, adatto a chi vuole parlare con calma con i produttori; alcune aziende però riducono l'apertura.

Per organizzare un giro tra le cantine trovi i consigli pratici nella sezione Cantine e degustazioni. Le altre regioni del vino sono nella sezione Regioni.

Fonti

Scritto da

Fabrizio Caola scrive per Degusti Vina di vini italiani: vitigni, denominazioni, zone di produzione e cantine.

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