Regioni e zone

Montalcino: il territorio del Brunello

Montalcino e il Brunello: confini e frazioni, clima e suoli, le denominazioni (Brunello, Rosso, Moscadello, Sant'Antimo) con le regole principali, i produttori di riferimento e quando andarci.

Filari di vite in Toscana

Montalcino è un comune della provincia di Siena, nella Toscana meridionale, e dà il nome a uno dei rossi italiani più conosciuti: il Brunello di Montalcino, prodotto con uve Sangiovese in purezza. La zona di produzione coincide con i confini storici del comune.

In questa scheda trovi dove si trova la zona, le frazioni, il clima e i suoli, le quattro denominazioni con le regole principali, i produttori di riferimento e il periodo migliore per visitarla. Le altre aree del vino italiano sono raccolte nella sezione Zone viticole.

Dove si trova e cosa comprende

Il territorio di Montalcino ha una forma all'incirca quadrata ed è delimitato da tre fiumi: l'Ombrone, l'Asso e l'Orcia. Il paese si trova su una collina a 567 metri di altitudine. A sud, il Monte Amiata (1.740 metri) fa da barriera contro temporali e grandine.

Secondo il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, la zona di produzione si estende per circa 24.000 ettari, di cui solo il 15% è coltivato a vigneto. Il resto del territorio è occupato in gran parte da boschi, oliveti e seminativi.

Dal 1° gennaio 2017 il comune di Montalcino si è fuso con quello di San Giovanni d'Asso. La zona del Brunello resta comunque legata ai confini storici del comune di Montalcino, come stabilisce il disciplinare.

Clima e suoli

Il clima è mediterraneo e tendenzialmente asciutto, con alcuni tratti continentali dovuti alla posizione tra la costa e i rilievi interni. Le piogge si aggirano in media sui 700 mm l'anno, concentrate in primavera e nel tardo autunno. Sopra i 400 metri d'inverno può nevicare, mentre nebbie, gelate e brinate tardive sono rare sui versanti, grazie anche alla ventilazione. La stagione vegetativa è mite e con molte giornate serene, condizioni che favoriscono una maturazione graduale delle uve.

I vigneti si trovano tra circa 120 e 650 metri di altitudine, dal fondovalle fino alla zona più alta, Poggio della Civitella. I suoli cambiano con l'età geologica dei terreni: nelle zone più basse sono più sciolti, mentre salendo diventano più compatti e ricchi di scheletro, con frammenti di marne e calcari. L'esposizione dei versanti e l'altitudine creano microclimi molto diversi anche tra vigne vicine, per cui due Brunello di aziende confinanti possono avere caratteri piuttosto diversi.

Le denominazioni di Montalcino

Nel territorio comunale si producono quattro vini a denominazione di origine. Nella tabella trovi le regole principali indicate dal Consorzio.

DenominazioneTipoVitigniNote
Brunello di MontalcinoDOCGSangiovese 100%Almeno 2 anni in legno di rovere e 4 mesi in bottiglia; immesso al consumo dal 1° gennaio del quinto anno dopo la vendemmia. Resa massima 80 quintali/ettaro
Brunello di Montalcino RiservaDOCGSangiovese 100%Almeno 6 mesi in bottiglia; esce un anno dopo il Brunello annata
Rosso di MontalcinoDOCSangiovese 100%Nessun obbligo di affinamento in legno; immesso al consumo dal 1° settembre dell'anno successivo alla vendemmia. Resa massima 90 quintali/ettaro
Moscadello di MontalcinoDOCMoscato bianco (fino al 15% di altre uve bianche)Tipologie tranquillo, frizzante e vendemmia tardiva; la versione vendemmia tardiva esce non prima del 1° gennaio del secondo anno dopo la raccolta
Sant'AntimoDOCVitigni autorizzati in ToscanaBianco, rosso, varietali (tra cui Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot nero) e Vin Santo

Il Brunello di Montalcino è stato riconosciuto DOC nel 1966 e DOCG nel 1980. Il Rosso di Montalcino nasce dalle stesse vigne e dallo stesso vitigno, ma con un affinamento più breve: è il vino che si può bere prima. Il Sant'Antimo, che prende il nome dall'abbazia nel territorio comunale, è la denominazione per i vini che non rientrano nelle regole del Sangiovese in purezza.

Brunello o Rosso di Montalcino: come scegliere

La differenza principale tra i due vini sta nei tempi. Il Brunello passa almeno due anni in legno e arriva sul mercato solo dal 1° gennaio del quinto anno dopo la vendemmia: un Brunello 2021, per esempio, si trova in vendita dal 2026. Il Rosso di Montalcino può uscire già dal 1° settembre dell'anno dopo la raccolta e non ha obblighi di passaggio in legno; le rese ammesse in vigna sono anche un po' più alte (90 quintali per ettaro contro 80).

In pratica il Rosso è la scelta per la tavola di tutti i giorni e per chi vuole capire il Sangiovese di Montalcino senza aspettare anni, mentre il Brunello e soprattutto la Riserva sono vini da tenere in cantina. Molte aziende producono entrambi, spesso da vigne diverse o con una selezione delle uve.

Un po' di storia

La nascita del Brunello come vino a sé è legata alla famiglia Biondi Santi. Ferruccio Biondi Santi, nipote di Clemente Santi, ereditò la tenuta Il Greppo nel 1885 e proseguì il lavoro di selezione sul Sangiovese. La Guida vinicola della Toscana del 1902 cita solo tre produttori di Brunello: Ferruccio Biondi Santi, Raffaello Padelletti e Carlo Padelletti. Ancora nel 1932 una relazione del Ministero dell'Agricoltura descriveva il Brunello come "una recente creazione del dott. Ferruccio Biondi Santi di Montalcino". La crescita vera è arrivata nel secondo dopoguerra, con il riconoscimento della DOC nel 1966 e della DOCG nel 1980.

Vitigni principali

  • Sangiovese: a Montalcino viene chiamato anche "Brunello" ed è l'unico vitigno ammesso per il Brunello e il Rosso di Montalcino. Dà vini con acidità sostenuta e tannino fitto, che reggono lunghi affinamenti.
  • Moscato bianco: il vitigno del Moscadello di Montalcino, nelle versioni tranquilla, frizzante e vendemmia tardiva.
  • Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot nero e altri: usati soprattutto nella DOC Sant'Antimo e nei vini a indicazione geografica.

Per gli altri grandi rossi italiani consulta la sezione Vini rossi.

Comuni e sottozone

La denominazione non prevede sottozone ufficiali in etichetta, ma chi frequenta la zona distingue spesso le aree attorno al capoluogo e alle frazioni. Il comune di Montalcino comprende, oltre al capoluogo, le frazioni di:

  • Torrenieri (258 m): la frazione più popolosa.
  • Castelnuovo dell'Abate (385 m): vicino all'abbazia di Sant'Antimo.
  • Sant'Angelo in Colle (444 m): sede di aziende come Il Poggione.
  • Sant'Angelo Scalo (106 m): il punto più basso, nel fondovalle.
  • Camigliano (234 m): piccolo borgo di poche decine di abitanti.
  • San Giovanni d'Asso e Montisi: entrati nel comune con la fusione del 2017, fuori dai confini storici del Brunello.

Produttori di riferimento

Questi sono alcuni nomi utili per orientarsi tra le aziende del Brunello, tra cantine storiche e realtà più recenti:

  • Biondi-Santi – Tenuta Greppo: la famiglia a cui si deve la nascita del Brunello; Ferruccio Biondi Santi ereditò la tenuta nel 1885.
  • Fattoria dei Barbi: azienda della famiglia Colombini, con 350 ettari tra campi e vigne.
  • Castello Banfi (Poggio alle Mura): la famiglia Mariani ha acquistato e restaurato il castello nel 1983.
  • Col d'Orcia: il nome significa "collina che guarda l'Orcia".
  • Argiano: villa rinascimentale circondata da vigneti di Sangiovese.
  • Casanova di Neri.
  • Il Poggione (Sant'Angelo in Colle).
  • Poggio di Sotto.
  • Soldera – Case Basse.
  • Salvioni – La Cerbaiola.
  • Pian delle Vigne (Marchesi Antinori).
  • Siro Pacenti.

Le schede dei singoli produttori sono nella sezione Produttori.

Quando visitarla

  • Primavera (aprile-giugno): temperature miti, colline verdi e meno traffico rispetto all'estate. È un buon periodo per abbinare Montalcino alla Val d'Orcia.
  • Settembre-ottobre: vendemmia e colori autunnali. Le cantine sono molto impegnate in questo periodo, quindi è meglio prenotare le visite con largo anticipo.
  • Novembre: il Consorzio presenta la nuova annata con Benvenuto Brunello; l'edizione 2026 si tiene a Montalcino dal 19 al 23 novembre. Verifica il programma sul sito del Consorzio.
  • Estate: il paese è molto frequentato; per le visite in cantina conviene scegliere le ore del mattino.

Se vuoi organizzare un giro tra le cantine, trovi un elenco di aziende che accolgono visitatori nella pagina Cantine e degustazioni. Le altre regioni del vino sono nella sezione Regioni.

Fonti

Scritto da

Fabrizio Caola scrive per Degusti Vina di vini italiani: vitigni, denominazioni, zone di produzione e cantine.

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