FINE Italy 2026: a Riva del Garda 1.800 incontri per l'enoturismo
A Riva del Garda la seconda edizione di FINE Italy: 100 espositori, 90 buyer da 26 Paesi e le ricerche su agenzie di viaggio e turisti DACH.

Si è chiusa a Riva del Garda la seconda edizione di FINE #WineTourism Marketplace Italy, la fiera B2B dedicata all'enoturismo: 100 espositori, 90 buyer professionali da 26 Paesi e oltre 1.800 incontri d'affari. Dalle ricerche presentate emerge un forte interesse dei viaggiatori, ma anche un'offerta italiana che deve ancora organizzarsi per lavorare con agenzie e tour operator.
I numeri dell'edizione 2026
La manifestazione, organizzata da Riva del Garda Fierecongressi con la Feria de Valladolid, ha riunito produttori di 14 regioni italiane e aziende da Spagna, Germania e Slovenia. Tra i buyer, il 30% era italiano e il 70% straniero, con una quota del 56% proveniente da Paesi extra UE. Per gli operatori sono stati organizzati cinque fam trip: due in Trentino, due nel Veronese e uno in Sardegna.
La direttrice generale di Riva del Garda Fierecongressi, Alessandra Albarelli, si è detta molto soddisfatta dei risultati. La terza edizione è già in calendario per il 26 e 27 ottobre 2027.
Il turista tedesco, austriaco e svizzero
Il rapporto sul mercato DACH curato da Roberta Garibaldi, presidente dell'Associazione Italiana Turismo Enogastronomico, indica che il 73% degli intervistati ha vissuto almeno un'esperienza enoturistica negli ultimi tre anni e il 59% più di una. L'attività preferita resta la degustazione (54%), seguita dalla visita guidata in cantina (41%). Il 72% di chi pernotta resta almeno quattro giorni, mentre per un tour guidato con degustazione il 61% è disposto a spendere al massimo 40 euro.
Le agenzie chiedono regole più chiare
L'indagine di Winedering e Wine Meridian sulle agenzie di viaggio italiane mostra che il 75% ha ricevuto richieste legate al vino nell'ultimo anno, ma solo il 61% ha concluso almeno una vendita. Il 67% sa proporre con sicurezza al massimo cinque cantine. Tra gli ostacoli pesano i prezzi diretti più bassi di quelli riservati agli intermediari (64%), la mancanza di disponibilità aggiornate e prenotazione online (60%) e l'assenza di listini dedicati (59%). Per il 78% delle agenzie un margine fino al 20% sul prezzo dell'esperienza è sostenibile.
Fonti: Wine Meridian; WineNews; L'Adigetto




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