Prosecco e spumanti

Durello: lo spumante vulcanico dei Monti Lessini

Durello, lo spumante dei Monti Lessini: l'uva Durella, i suoli vulcanici, le DOC Lessini Durello (Charmat) e Monti Lessini (metodo classico) e gli abbinamenti.

Calice di spumante dorato con le bollicine in movimento

Il durello è lo spumante dei Monti Lessini, la fascia di colline tra le province di Verona e Vicenza dove si coltiva da secoli la Durella, un'uva bianca dall'acidità molto alta. Proprio quella freschezza tagliente è la sua forza nelle bollicine. Oggi il Durello si trova in due denominazioni diverse, una per il metodo Martinotti e una per il metodo classico, e conoscerle aiuta a scegliere la bottiglia giusta.

La Durella, un vitigno antico dei Lessini

La Durella è un vitigno autoctono dei Monti Lessini, coltivato nelle vallate della zona da molto tempo: le prime notizie risalgono all'inizio del Settecento. Nel 1904 il Perez la citava con i nomi di "Duella" e "Durida bianca".

Lo studio di zonazione presentato all'VIII Congresso internazionale sul terroir, firmato tra gli altri da tecnici del Consorzio e del centro di ricerca per la viticoltura di Conegliano, la descrive così: grappolo piramidale da 350 a 450 grammi, acino sferico medio-grosso, buona vigoria e produttività. Resiste bene alle malattie fungine, ma soffre la carenza d'acqua. Il tratto che la distingue è l'acidità totale elevata, accompagnata da zuccheri medio-buoni.

Lo stesso studio ne indica diversi biotipi, chiamati Durella grossa, pruinosa, gentile, gialla e dorata. La forma di allevamento tradizionale è la pergola veronese, alla quale oggi si affiancano impianti più adatti alla meccanizzazione, come il Guyot.

Dove nasce il Durello

La zona di produzione si stende sulle colline dei Monti Lessini, a cavallo tra due province. Nel Veronese comprende per intero i comuni di Vestenanova e San Giovanni Ilarione e parte di Montecchia di Crosara, Roncà, Cazzano di Tramigna, Tregnago e Badia Calavena. Nel Vicentino entrano per intero Arzignano, Castelgomberto, Chiampo, Brogliano, Gambugliano e Trissino, e una parte di altri comuni, tra cui Schio, Malo, Montecchio Maggiore e Gambellara.

Il documento della denominazione registrato presso la Commissione europea sottolinea due caratteri del territorio: i suoli di origine vulcanica e i versanti in pendenza. Lo studio di zonazione aggiunge i dettagli: in molte sottozone il substrato è basaltico, nelle aree studiate i vigneti si trovano per lo più tra i 100 e i 600 metri circa e l'area delimitata della denominazione copre 30.802 ettari tra le due province. Non tutta questa superficie è vigneto: è il perimetro entro cui si può produrre.

Lessini Durello e Monti Lessini: le due DOC

Fino a qualche anno fa il Durello spumante era tutto sotto la DOC Lessini Durello, riconosciuta nel 1987. Nel 2018 il Consorzio ha annunciato una riorganizzazione: un solo vitigno, due denominazioni. Il "Lessini Durello" (o "Durello Lessini") è rimasto lo spumante prodotto in autoclave, con il metodo Martinotti o Charmat, mentre la DOC "Monti Lessini", fino ad allora riservata ai vini fermi e poco usata, è diventata la casa del metodo classico.

La nuova versione del disciplinare Monti Lessini è stata pubblicata come proposta di modifica in Gazzetta Ufficiale nel giugno 2021 e approvata a livello europeo nel 2023. Entrambe le denominazioni sono tutelate dallo stesso consorzio, il Consorzio per la tutela del Vino Lessini Durello DOC.

VoceLessini Durello DOCMonti Lessini DOC (spumanti)
MetodoMartinotti o Charmat, rifermentazione in autoclaveMetodo classico, rifermentazione in bottiglia
UveDurella almeno 85%; fino al 15% Garganega, Pinot bianco, Chardonnay, Pinot neroDurella almeno 85%; fino al 15% Garganega, Pinot bianco, Chardonnay, Pinot nero
Resa massima in uva16 tonnellate per ettaro16 tonnellate per ettaro
Tempo minimo sui lievitiNon previsto18 mesi; 36 mesi per la Riserva
Titolo alcolometrico minimo11% vol11,5% vol
Dove si elabora lo spumanteIn VenetoNelle province di Verona e Vicenza

La DOC Monti Lessini prevede anche una tipologia "cremant", sempre con almeno 18 mesi sui lieviti, e il Durello passito, oltre a un Bianco e a un Pinot Nero fermi. Il disciplinare del Lessini Durello è stato modificato l'ultima volta con un decreto del 26 agosto 2024.

Come si presenta nel calice

Il disciplinare del Lessini Durello descrive una spuma fine e persistente, un colore giallo paglierino con riflessi verdolini e un profumo delicato, leggermente fruttato. Le versioni vanno dal dosaggio zero al demi-sec, passando per extra brut, brut, extra dry e dry, quindi conviene leggere bene l'etichetta se si cerca un vino secco.

Per il metodo classico dei Monti Lessini, la scheda tecnica della denominazione parla di profumi che ricordano il gesso e lo iodio, con note floreali di sambuco e biancospino. In bocca a definire il carattere è una vibrante acidità. Il legame con il suolo vulcanico è richiamato anche nei sentori minerali, che il documento accosta alla pietra focaia, mentre le forti escursioni termiche delle quote collinari contribuiscono al profilo del vino. Con gli affinamenti più lunghi della Riserva emergono le note autolitiche tipiche della lunga sosta sui lieviti.

Consiglio: se assaggiate il Durello per la prima volta, mettete a confronto un Lessini Durello Charmat e un Monti Lessini Riserva della stessa cantina. È il modo più rapido per capire quanto il tempo sui lieviti cambia un'uva così acida, e quale stile preferite.

Durello a tavola: gli abbinamenti

L'acidità alta rende il Durello un compagno naturale dei piatti grassi e fritti, perché pulisce il palato a ogni sorso. La versione Charmat, più immediata e fruttata, si presta all'aperitivo, a fritture di pesce e verdure, a salumi e antipasti. Il metodo classico, più strutturato, regge bene primi piatti con burro e formaggio, pesce al forno e carni bianche.

Restando in zona, gli abbinamenti con la cucina dei Lessini vengono spontanei: formaggi d'alpeggio e piatti di montagna trovano nelle bollicine di Durella un contrasto fresco. Il Durello passito, ottenuto facendo appassire le uve nei fruttai per alcuni mesi, ha invece un equilibrio particolare tra dolcezza e vivacità acida, che la scheda della denominazione suggerisce di esaltare con formaggi molli e piatti grassi.

Perché vale la pena assaggiarlo

Il Durello nasce da un vitigno autoctono, la Durella, che deve rappresentare almeno l'85% delle uve, mentre molti metodo classico italiani si basano su Chardonnay e Pinot nero. Il risultato è un profilo riconoscibile, segnato dall'acidità e dalla mineralità, che con la lunga sosta sui lieviti della Riserva diventa più complesso.

Nel 2018, quando ha annunciato la doppia denominazione, il Consorzio parlava di una produzione di oltre un milione di bottiglie e di un potenziale molto più ampio. Nel 2025 il Ministero dell'Agricoltura ha confermato l'incarico al Consorzio per la tutela e la promozione di entrambe le DOC. Per chi visita Verona o Vicenza, le colline della Durella sono una tappa interessante per conoscere da vicino questo spumante.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra Lessini Durello e Monti Lessini?

Il Lessini Durello DOC è lo spumante prodotto con il metodo Martinotti o Charmat, cioè con la rifermentazione in autoclave. La DOC Monti Lessini comprende invece gli spumanti a base di Durella fatti con il metodo classico, con almeno 18 mesi sui lieviti e 36 per la Riserva.

Con quale uva si fa il Durello?

Con la Durella, vitigno bianco autoctono dei Monti Lessini, che deve essere almeno l'85%. Il resto può venire da Garganega, Pinot bianco, Chardonnay e Pinot nero.

Dove si produce il Durello?

Sulle colline dei Monti Lessini, in comuni delle province di Verona e Vicenza come Vestenanova, San Giovanni Ilarione, Roncà, Arzignano, Chiampo e Gambellara.

Il Durello è secco o dolce?

Lo spumante può essere fatto in tutte le versioni, dal dosaggio zero al demi-sec. Esiste anche un Durello passito, dolce, ottenuto da uve appassite nei fruttai.

Scritto da

La redazione di Degusti Vina racconta i vini italiani: vitigni, denominazioni, zone di produzione e cantine, con informazioni verificate sulle fonti ufficiali dei consorzi e dei disciplinari di produzione.

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