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Vino italiano negli Usa, persi 300 milioni: Coldiretti chiede un patto con la ristorazione

Dazi e dollaro debole costano al vino italiano 300 milioni negli Usa. Coldiretti propone un patto con la ristorazione e stima una vendemmia 2026 in calo del 10-15%.

Calici da vino vuoti su una tavola apparecchiata al ristorante

Negli Stati Uniti il vino italiano ha perso 300 milioni di euro di vendite in valore nell'ultimo anno e mezzo. Lo ha detto Coldiretti a New York, in occasione dell'inaugurazione di Vinitaly.USA, proponendo un patto con la ristorazione, a partire da quella internazionale, per rilanciare le bottiglie italiane sui mercati esteri.

Dazi e dollaro debole

Secondo l'analisi di Coldiretti e Filiera Italia, diffusa il 26 ottobre, il calo è legato ai dazi voluti dall'amministrazione Trump e al dollaro debole, che riduce il potere d'acquisto dei consumatori americani. La popolarità del vino italiano resta comunque alta, sostenuta soprattutto dal Prosecco, indicato come il prodotto più resiliente.

L'iniziativa negli Stati Uniti è stata realizzata con Veronafiere e segna il ritorno dell'Enoteca Coldiretti oltreoceano. Tra i freni ai consumi, l'organizzazione cita le campagne contro il vino, che giudica ingiustificate, e il cosiddetto "caro bottiglia": il prezzo sale molto dalla cantina al tavolo del ristorante e questo limita le vendite nei locali.

Una vendemmia di qualità, ma più scarsa

Per la vendemmia 2026 Coldiretti stima un calo della produzione tra il 10 e il 15%. La qualità viene definita eccellente: il caldo record ha ridotto le rese e alzato il grado zuccherino, ma ha tenuto lontani gli attacchi dei parassiti. Intanto i prezzi pagati ai produttori sono scesi fino a oltre il 20% rispetto all'anno precedente, mentre crescono i costi di energia, vetro e plastica.

Il settore vale oltre 16 miliardi di euro di fatturato, con 241.000 imprese viticole su 681.000 ettari di vigneto e 635 varietà di uva iscritte al registro nazionale.

Redditizio, accessibile e piacevole

"Il futuro del vino italiano si riassume in tre parole: redditizio, accessibile e piacevole", ha detto Luigi Scordamaglia, capo area mercati, internazionalizzazione e politiche europee di Coldiretti e amministratore delegato di Filiera Italia. Redditizio perché senza margini non ci sono investimenti, accessibile perché il vino non diventi un lusso per pochi, piacevole per il suo ruolo nella cultura e nella convivialità. "Promuovere il vino italiano non vuol dire solo vendere più bottiglie, ma difendere la filiera e il suo valore", ha aggiunto.

Fonti: ANSA; WineNews; Agra Press

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La redazione di Degusti Vina racconta i vini italiani: vitigni, denominazioni, zone di produzione e cantine, con informazioni verificate sulle fonti ufficiali dei consorzi e dei disciplinari di produzione.

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