Gran Selezione, la menzione è solo del Chianti Classico
Il Senato approva in via definitiva la modifica al Testo unico del vino: la menzione Gran Selezione è riservata alla DOCG Chianti Classico.

La menzione Gran Selezione appartiene solo al Chianti Classico. Il 4 novembre il Senato ha approvato in via definitiva una modifica al Testo unico della vite e del vino, la legge 238 del 2016, che riserva questa menzione alla DOCG del Gallo Nero, l'unica denominazione che la utilizza dal 2014.
Che cos'è la Gran Selezione
La Gran Selezione è stata introdotta nel disciplinare del Chianti Classico nel 2014 e occupa il vertice della piramide qualitativa della denominazione, sopra il Chianti Classico d'annata e la Riserva. Le regole sono rigorose: il vino deve nascere esclusivamente da uve dei vigneti dell'azienda e deve affinare in cantina per almeno 30 mesi prima di essere messo in commercio.
Al debutto le Gran Selezione si contavano in poche decine, oggi secondo la stampa di settore le etichette sono oltre duecento.
La soddisfazione del Consorzio
Con la nuova norma il legislatore italiano fissa per legge un'esclusiva rivendicata dal Consorzio Vino Chianti Classico, chiudendo la porta all'uso della stessa menzione da parte di altre denominazioni. Per il presidente del Consorzio, Giovanni Manetti, si tratta di «un risultato di straordinaria importanza». Grazie al sostegno del consiglio di amministrazione e dei produttori, ha aggiunto, oggi si può «guardare al futuro con maggiore serenità».
Perché conta per chi compra vino
Per il consumatore la novità significa più chiarezza sullo scaffale e in carta dei vini: quando in etichetta legge Gran Selezione, sa di avere davanti un Chianti Classico DOCG prodotto solo con le uve dei vigneti della cantina e con un affinamento minimo di 30 mesi. Per la denominazione è invece un riconoscimento del lavoro fatto in oltre dieci anni per costruire la tipologia più ambiziosa del territorio.




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