Vini frizzanti

Pignoletto: il frizzante bianco dei colli bolognesi

Il Pignoletto è il bianco frizzante dell'Emilia da uve Grechetto gentile: le denominazioni (Emilia-Romagna DOC e Colli Bolognesi Pignoletto DOCG), le versioni e gli abbinamenti.

Vigna di Pignoletto lungo il Sentiero del vino a Dozza, sulle colline imolesi

Il Pignoletto è un vino bianco dell'Emilia, prodotto soprattutto nella versione frizzante, ottenuto da almeno l'85% di Grechetto gentile, l'uva che in zona si chiama appunto Pignoletto. Si trova con due denominazioni: la Colli Bolognesi Pignoletto DOCG, limitata alle colline a sud-ovest di Bologna, e la più ampia DOC Emilia-Romagna, che dal 2023 ha preso il posto della vecchia DOC Pignoletto.

TipologiaBianco frizzante, spumante, fermo; nella DOC anche passito e vendemmia tardiva
ZonaColli bolognesi e aree vicine nelle province di Bologna e Modena; colline imolesi
DenominazioneColli Bolognesi Pignoletto DOCG (dal 2010); Emilia-Romagna DOC Pignoletto (ex Pignoletto DOC del 2014)
VitigniGrechetto gentile (Pignoletto) almeno 85%; nella DOCG Classico almeno 95%
MetodoPrevalentemente autoclave (Martinotti); ammessa la rifermentazione in bottiglia
Tempo sui lievitiNessun minimo fissato dai disciplinari
Dosaggi/VersioniFrizzante da secco ad amabile; spumante da Brut Nature a Dry
Temperatura di servizioCirca 10 °C per il frizzante, 8 °C per lo spumante

Dove nasce

Il cuore del Pignoletto sono le colline a sud-ovest di Bologna. La DOCG Colli Bolognesi Pignoletto comprende per intero i comuni di Monte San Pietro, Sasso Marconi, Marzabotto e Pianoro, e parte dei comuni di Bologna, Casalecchio di Reno, Monterenzio, San Lazzaro di Savena, Valsamoggia e Zola Predosa, oltre a una porzione di Savignano sul Panaro, in provincia di Modena. Al suo interno c'è la zona storica del Classico: tutto il comune di Monte San Pietro e parti di Sasso Marconi, Casalecchio di Reno, Zola Predosa, Valsamoggia e Savignano sul Panaro.

La DOC Emilia-Romagna copre un'area più vasta e prevede tre sottozone: Colli d'Imola, Modena e Reno. Nella sottozona Colli d'Imola rientrano comuni come Imola, Dozza e Castel San Pietro Terme. Il disciplinare consente di vinificare nei territori delle province di Modena, Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena e Reggio Emilia, mentre l'imbottigliamento deve avvenire nella zona delimitata, salvo deroghe per chi già imbottigliava. Secondo i dati raccolti da Italian Wine Central, nel 2021 la superficie vitata della DOC era di circa 1.331 ettari.

Per altre informazioni sul territorio visita le sezioni Regioni e Zone viticole.

Perché "Emilia-Romagna DOC"

Nel 2014 l'Italia ha chiesto all'Unione europea una DOC Pignoletto, con l'obiettivo di riservare il nome all'Emilia. L'UE ha però considerato Pignoletto il nome di un vitigno, non di un luogo, e quindi non utilizzabile come denominazione esclusiva. La soluzione è stata rinominare la denominazione Emilia-Romagna DOC, approvata nel 2023 e applicata dalla vendemmia 2024. In etichetta si legge di solito "Emilia-Romagna Pignoletto". La DOCG Colli Bolognesi Pignoletto, approvata nel 2010, resta una denominazione a sé.

Vitigni

Il Grechetto gentile è conosciuto localmente come Pignoletto o Alionzina, come ricorda il disciplinare della DOCG. Il Pignoletto è stato classificato come varietà autonoma nel 1978. Le regole sulle percentuali sono queste:

  • DOCG frizzante, spumante e superiore: almeno 85% di Grechetto gentile; il resto da altre uve non aromatiche, compresi Pinot nero e Pinot grigio vinificati in bianco.
  • DOCG Classico: almeno 95% di Grechetto gentile.
  • DOC Emilia-Romagna Pignoletto: almeno 85% di Grechetto (Pignoletto), il resto da altre uve bianche autorizzate.

Come si produce

La vinificazione segue quella dei bianchi giovani; per le versioni frizzante e spumante segue la presa di spuma.

  1. Autoclave: dopo gli anni Settanta la produzione è passata in gran parte alla rifermentazione in autoclave (Martinotti), che conserva freschezza e profumi.
  2. Rifermentazione in bottiglia: è il metodo più antico. Il disciplinare DOCG la ammette per il frizzante, con l'obbligo di scrivere in etichetta "rifermentazione in bottiglia".

Le rese massime nella DOCG sono di 12 tonnellate per ettaro per frizzante e spumante, 11 per il Superiore e 9 per il Classico Superiore. Il disciplinare non fissa tempi minimi di affinamento; il Classico può essere messo in commercio dal 4 ottobre dell'anno successivo alla vendemmia.

Per capire meglio le bollicine leggere, confronta questa scheda con quelle della sezione Vini frizzanti.

Le versioni

VersioneDenominazioneAlcol minimoNote
FrizzanteDOCG e DOC11% (DOCG)La versione più diffusa
SpumanteDOCG e DOC11% (DOCG)Nella DOC da Brut Nature a Dry
SuperioreDOCG11,5%Rese più basse (11 t/ha)
Classico Superiore (fermo)DOCG12%Solo dalla zona storica, almeno 95% di Grechetto gentile, 9 t/ha
Passito e Vendemmia tardivaDOCPiù alto dei tipi secchiVini dolci; il passito da uve appassite naturalmente

Come leggere l'etichetta

  • "Colli Bolognesi Pignoletto DOCG": le uve vengono dalla zona collinare delimitata attorno a Bologna, con rese da 12 t/ha in giù.
  • "Classico": solo per il vino fermo della zona storica, con almeno il 95% di Grechetto gentile e uscita non prima del 4 ottobre dell'anno dopo la vendemmia.
  • "Emilia-Romagna Pignoletto DOC": la denominazione più ampia; può essere seguita dalle sottozone Colli d'Imola, Modena o Reno.
  • "Rifermentazione in bottiglia": frizzante rifermentato in bottiglia invece che in autoclave; può avere un deposito sul fondo.

Pignoletto e Prosecco: le differenze

Il confronto viene spontaneo, perché entrambi sono bianchi frizzanti o spumanti prodotti in gran parte in autoclave. Le differenze sono nell'uva e nella zona: il Prosecco nasce dalla Glera tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, il Pignoletto dal Grechetto gentile in Emilia. Anche le rese sono diverse: 18 tonnellate per ettaro nel Prosecco DOC, 12 nella DOCG Colli Bolognesi Pignoletto per frizzante e spumante.

Al naso e in bocca

Le schede dell'Enoteca Regionale Emilia-Romagna descrivono il Pignoletto frizzante dei Colli Bolognesi di colore giallo paglierino chiaro, a volte con riflessi verdolini, con profumo delicato e caratteristico e un sapore delicato. Quello della sottozona Modena è descritto di colore paglierino brillante, con profumo fruttato e un sorso di corpo ma fresco e vivace. La bollicina è vivace ma svanisce presto, come in tutti i frizzanti. Il Classico, fermo e con rese più basse, ha in genere più struttura.

Abbinamenti

L'Enoteca Regionale lo consiglia come aperitivo e con piatti della tradizione:

  • Antipasti: crostini al tartufo.
  • Primi: tortellini in brodo, tortelli ai fiori di zucca.
  • Pesce: fritto di pesce e crostacei, pesce in generale.
  • Classico Superiore: carni bianche e risotti.

Le stesse schede indicano 9–11 °C per il Pignoletto in generale, circa 10 °C per il frizzante e 8 °C per lo spumante.

Produttori di riferimento

  • Tenuta Bonzara
  • Vigneto delle Terre Rosse
  • Isola
  • Floriano Cinti
  • Manaresi

Per il Pignoletto rifermentato in bottiglia vale la pena cercare le piccole aziende dei colli bolognesi direttamente in cantina.

Fonti

Foto: Urban38, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Scritto da

Fabrizio Caola scrive per Degusti Vina di vini italiani: vitigni, denominazioni, zone di produzione e cantine.

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