Tenuta San Guido e il Sassicaia
Tenuta San Guido, a Bolgheri, produce il Sassicaia, unico vino italiano con una DOC propria. Storia, vini principali, disciplinare e informazioni sulle visite.

Tenuta San Guido è l'azienda agricola della famiglia Incisa della Rocchetta a Bolgheri, nel comune di Castagneto Carducci (Livorno), ed è il produttore del Sassicaia, l'unico vino italiano con una denominazione tutta sua: la DOC Bolgheri Sassicaia. La tenuta occupa circa 2.500 ettari in Maremma e si allunga per 13 chilometri dalle colline fino al mare, lungo il celebre viale dei cipressi. Il Sassicaia è nato negli anni Quaranta come vino di famiglia ed è arrivato sul mercato con l'annata 1968.
In breve
| Sede | Località Le Capanne 27, 57022 Bolgheri (LI) |
|---|---|
| Zona | Bolgheri, costa livornese (Toscana) |
| Fondazione | Prime viti di Cabernet negli anni Quaranta; vigneto Sassicaia piantato nel 1944 |
| Superficie | Circa 2.500 ettari di tenuta; il sito ufficiale non indica gli ettari vitati, precisa solo che è piantata a vigna una piccola parte dei terreni |
| Vini simbolo | Sassicaia (Bolgheri Sassicaia DOC), Guidalberto, Le Difese |
| Visite in cantina | No: la tenuta non organizza visite alla cantina o ai vigneti (tenutasanguido.com) |
Storia
Il marchese Mario Incisa della Rocchetta, nato a Roma nel 1899 da una famiglia piemontese, studiò agraria a Pisa. Nel 1930 sposò Clarice della Gherardesca e negli anni Quaranta si trasferì in Maremma. Qui provò diverse varietà francesi e scelse il Cabernet perché, come scrisse, aveva "il bouquet che stavo cercando". Le prime viti arrivarono dalla tenuta dei duchi Salviati a Migliarino, vicino a Pisa.
Il primo vigneto destinato al Sassicaia fu piantato nel 1944: poco più di un ettaro a circa 400 metri di quota, a Castiglioncello di Bolgheri. Il marchese aveva notato una somiglianza tra questi suoli ghiaiosi e sassosi e quelli delle Graves bordolesi. Dal 1945 al 1967 il vino restò riservato alla famiglia e agli amici. Tra il 1960 e il 1968 la selezione massale si concentrò sul solo Cabernet Sauvignon, e l'annata 1968 fu la prima messa in commercio, nel 1971. Il primo critico a scriverne fu Luigi Veronelli, su Panorama, nel 1974.
A convincere il marchese a vendere il vino furono, secondo le ricostruzioni più diffuse, il figlio Nicolò e il nipote Piero Antinori. Per migliorare il Sassicaia senza perderne il carattere, mentre la produzione cresceva, la famiglia chiamò l'enologo Giacomo Tachis. In quegli anni arrivarono anche le barrique per l'affinamento, sul modello francese.
Il figlio Nicolò Incisa della Rocchetta, nato nel 1936, ha guidato a lungo l'azienda e oggi ne è presidente onorario. Accanto a lui lavora la terza generazione: Priscilla Incisa della Rocchetta cura le relazioni esterne. Dal 2009 la produzione è diretta dall'enologo Carlo Paoli, amministratore delegato dal 2025, mentre Alessandro Berlingieri è presidente dal 2022. Nel 2007 è stata costruita una nuova cantina di affinamento.
Il Sassicaia ha cambiato più volte categoria. Nato come vino da tavola, è diventato sottozona della DOC Bolgheri con il disciplinare approvato nel 1994. Dal 2013, secondo la tenuta, è una denominazione autonoma, la DOC Bolgheri Sassicaia, un caso unico in Italia.
Il territorio
Le terre di San Guido hanno anche una storia letteraria: il poeta Giosuè Carducci visse nella tenuta da bambino, dal 1838 all'aprile del 1849.
I vigneti si trovano tra i 60 e i 400 metri di altitudine, esposti a ovest e sud-ovest, verso il mare. I suoli sono in parte argillosi, con alberese calcareo, gabbro e molta pietra. La tenuta comprende anche il Rifugio faunistico del Padule di Bolgheri e l'allevamento di cavalli della Razza Dormello Olgiata.
I vini principali
| Vino | Denominazione | Vitigni | Note |
|---|---|---|---|
| Sassicaia | Bolgheri Sassicaia DOC | Taglio bordolese a base di Cabernet Sauvignon, con Cabernet Franc | Prima annata in commercio: 1968. Il disciplinare chiede almeno l'80% di Cabernet Sauvignon e almeno due anni di affinamento, di cui 18 mesi in legno di rovere da non più di 225 litri. |
| Guidalberto | Toscana IGT | Cabernet Sauvignon e Merlot | Prima annata: 2000. Il nome viene da Guidalberto della Gherardesca, antenato della famiglia; in etichetta c'è l'oratorio di San Guido. |
| Le Difese | Toscana IGT | Sangiovese e Cabernet Sauvignon | Prima annata in commercio: 2002. Il nome richiama le zanne del cinghiale, disegnate in oro sull'etichetta. |
Le percentuali dei vitigni cambiano da annata ad annata, e la tenuta non le indica sulle pagine dei vini. Il Guidalberto è arrivato dopo più di vent'anni di prove: il Merlot gli dà profumo e morbidezza anche con un affinamento relativamente breve. Le Difese è il vino più recente e più immediato della gamma, piacevole già nei primi mesi di bottiglia. Secondo l'enologo Carlo Paoli contiene anche partite selezionate di Sassicaia e Guidalberto, e la tenuta lo usa come vino di benvenuto per gli ospiti.
Il disciplinare del Bolgheri Sassicaia in sintesi
- Zona: territorio amministrativo del comune di Castagneto Carducci (LI);
- Uve: Cabernet Sauvignon almeno all'80%, più altri vitigni a bacca rossa idonei in Toscana fino al 20% (per esempio Cabernet Franc o Merlot);
- Resa: massimo 7 tonnellate di uva per ettaro, con una resa in vino del 70%;
- Affinamento: almeno due anni dal 1° gennaio dopo la vendemmia, di cui 18 mesi in botti di rovere da non più di 225 litri;
- Alcol: almeno 12% vol nel vino pronto per il consumo.
Visitare la cantina
Tenuta San Guido non organizza visite guidate alla cantina o ai vigneti. Lo dice in modo esplicito la pagina dei contatti del sito ufficiale, che specifica anche che l'azienda non vende direttamente al pubblico e lavora tramite i suoi distributori.
Chi va a Bolgheri può comunque vedere il territorio della tenuta da fuori: il viale dei cipressi e il borgo di Bolgheri sono luoghi pubblici. Per visitare cantine della zona aperte al pubblico conviene guardare tra le aziende della DOC Bolgheri. Altre schede dei produttori sono nella sezione Produttori, e le aree di produzione sono nella guida alle zone viticole.




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