Mezzacorona, indagine su vini IGT: sequestrate 60mila bottiglie
La Procura di Trento indaga su una presunta frode su vini IGT del Gruppo Mezzacorona: 60mila bottiglie sequestrate. L'azienda respinge le accuse.

La Procura di Trento indaga su una presunta frode nel commercio di vino IGT che coinvolge il Gruppo Mezzacorona. Giovedì 5 novembre la Guardia di Finanza, con gli ispettori dell'ICQRF, ha perquisito la cantina e sequestrato 60mila bottiglie. Secondo l'accusa, vini con uve non trentine e di un'annata diversa da quella dichiarata sarebbero stati venduti come IGT 2025. L'azienda respinge le accuse e annuncia: «Chiariremo tutto».
Cosa contesta la Procura
L'inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Davide Ognibene, nasce dai controlli avviati nell'autunno del 2025 dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Trento insieme all'ICQRF, l'Ispettorato centrale repressione frodi del Ministero dell'agricoltura. In alcune vasche della cantina sarebbe stata trovata acqua di vegetazione, che secondo gli investigatori sarebbe stata usata in un trattamento di osmosi inversa non annotato nel registro telematico del SIAN, come invece prevede la normativa.
Le analisi condotte da laboratori specializzati hanno poi evidenziato, sempre secondo l'accusa, differenze tra i vini e la documentazione su origine geografica e annata. Le ipotesi di reato sono associazione per delinquere, frode in commercio e vendita di prodotti con segni mendaci. Gli indagati sono tre persone, il direttore generale, l'ex direttore commerciale e l'ex capo enologo, oltre alla società per la responsabilità amministrativa degli enti. Le accuse sono tutte da verificare e vale la presunzione di innocenza.
Le bottiglie coinvolte
Il lotto contestato è di circa 175mila bottiglie. Oltre alle 60mila sequestrate, altre 115mila dello stesso lotto sarebbero già sul mercato, a un prezzo di circa 12-13 euro l'una. Il valore complessivo è stimato in almeno un milione di euro. Per la pratica di cantina non registrata l'azienda aveva già pagato una sanzione amministrativa.
La replica dell'azienda
Il Gruppo Mezzacorona respinge le contestazioni e ha avviato verifiche tecniche interne. Secondo l'avvocato Vittorio Manes, che assiste gli indagati, la partita in discussione rappresenta una quota limitata della produzione e l'azienda è fiduciosa di poter chiarire la vicenda.




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