Vini frizzanti

Gutturnio: il rosso dei colli piacentini

Guida al Gutturnio DOC: Barbera e Croatina dei colli piacentini, le tipologie dal frizzante alla Riserva, le regole del disciplinare e gli abbinamenti.

Grappoli di uva rossa matura sulla vite in un vigneto

Il Gutturnio è il rosso dei colli piacentini per eccellenza: un vino nato dall'unione di Barbera e Croatina, che a Piacenza molti conoscono soprattutto nella versione frizzante, servita in tavola accanto ai salumi del territorio. Dietro questa immagine conviviale c'è però una denominazione articolata, con versioni ferme e capaci di invecchiare, una sottozona Classico e regole precise su uve, rese e affinamento. In questa guida vediamo da dove viene il nome, dove si produce, come cambiano le tipologie e come portarlo a tavola.

Che cos'è il Gutturnio

Il Gutturnio è un vino rosso a Denominazione di Origine Controllata prodotto in provincia di Piacenza, nella parte più occidentale dell'Emilia-Romagna, al confine con la Lombardia dell'Oltrepò Pavese. Il Consorzio Tutela Vini DOC Colli Piacentini lo ricorda come il primo vino piacentino ad aver ottenuto la DOC e lo descrive come un rosso rubino brillante, fresco e vivace, secco o abboccato.

Oggi il Gutturnio ha un disciplinare tutto suo, approvato con decreto ministeriale nel 2010 e modificato più volte, l'ultima nel 2019. Il nome della denominazione non si usa mai da solo: in etichetta deve essere sempre accompagnato da una delle menzioni previste, cioè frizzante, Superiore, Classico Superiore, Riserva o Classico Riserva.

Storia e origine del nome

Il disciplinare presenta il Gutturnio come erede del gutturnium, un boccale romano d'argento ritrovato nel 1878 nel Po, a Croce Santo Spirito, e oggi conservato nei Musei Capitolini di Roma. Lo stesso testo ripercorre una tradizione viticola che parte da Etruschi e Romani e arriva fino al Novecento, con il premio speciale ottenuto all'Esposizione Internazionale di Torino del 1911 e l'inserimento tra i vini tipici e di pregio nel 1914.

La tradizione locale lega il vino anche a Lucio Calpurnio Pisone, suocero di Giulio Cesare, la cui madre aveva origini piacentine. È un racconto che il consorzio riporta volentieri e che spiega bene quanto il Gutturnio sia sentito come un pezzo di identità del territorio, più che come una semplice etichetta.

Uve e zona di produzione del Gutturnio

Secondo il disciplinare di produzione del Gutturnio, il vino nasce da due sole varietà: Barbera, dal 55 al 70%, e Croatina, localmente chiamata Bonarda, dal 30 al 45%.

La zona è interamente collinare e comprende per intero il territorio di Ziano Piacentino e in parte quello di altri comuni, dalla Val Tidone, con Pianello e Borgonovo, fino a Castell'Arquato, Lugagnano Val d'Arda e Vernasca, passando per Agazzano, Gazzola, Vigolzone, Rivergaro e Ponte dell'Olio. All'interno c'è la sottozona Classico, che corrisponde ai comprensori storici della denominazione e si divide in tre aree.

Le regole sui vigneti sono chiare: sono adatti i terreni collinari ben esposti, prevalentemente argillosi e calcarei, mentre restano esclusi i fondovalle, le zone umide, i vigneti esposti a nord e, salvo deroghe, quelli sopra i 350 metri. Per i nuovi impianti servono almeno 3.000 ceppi per ettaro.

Le tipologie: dal frizzante alla Riserva

Il Gutturnio frizzante è la versione più conosciuta. Ha un colore rubino brillante, profumo vinoso, sapore fresco e giovane e una spuma evanescente, che svanisce presto nel bicchiere. Può essere ottenuto anche con la rifermentazione in bottiglia, e in quel caso è ammesso il tappo a corona.

Le versioni ferme sono il Superiore e la Riserva, entrambe anche nella variante Classico quando le uve provengono solo dalla sottozona storica. Il Superiore è più intenso e di corpo e arriva sul mercato solo dal 1° aprile dell'anno dopo la vendemmia. La Riserva, rubino intenso con riflessi granata, affina almeno 24 mesi, di cui almeno 6 in legno, a partire dal 1° settembre dell'anno della vendemmia.

TipologiaResa massima uvaTitolo alcolometrico minimo al consumoQuando può essere venduto
Gutturnio frizzante12 t/ha12% vol (residuo zuccherino massimo 17 g/l)Nessun termine minimo previsto
Superiore e Classico Superiore10 t/ha12,5% volDal 1° aprile dell'anno successivo alla vendemmia
Riserva e Classico Riserva10 t/ha13% volDopo almeno 24 mesi, di cui 6 in legno

Per tutte le tipologie l'acidità totale minima è di 5 grammi per litro. L'annata deve comparire in etichetta, e il disciplinare vieta qualificazioni come extra, fine, scelto o vecchio.

Clima e terreni dei colli piacentini

Il clima dei colli piacentini è temperato subcontinentale, con differenze sensibili da una valle all'altra. Il disciplinare ricorda che le zone più calde danno di norma i vini per il Superiore e la Riserva, più alcolici e ricchi di polifenoli, mentre le vigne più alte, con più acidità e meno zuccheri, forniscono le basi adatte al frizzante.

Lo stesso testo segnala un aumento delle temperature negli ultimi quindici anni, con effetti sui tannini e sul grado alcolico potenziale. È uno dei motivi per cui l'esposizione e l'altitudine delle vigne contano sempre di più nelle scelte dei produttori.

Consiglio: se assaggiate il Gutturnio per la prima volta, partite da un frizzante giovane con un tagliere di salumi, poi provate un Superiore o una Riserva con un secondo di carne. È il modo più semplice per capire quanto la stessa coppia di uve possa cambiare carattere.

Come abbinare il Gutturnio a tavola

Il sito turistico ufficiale Visit Piacenza suggerisce di servire il frizzante con i salumi locali, mentre le versioni ferme trovano il loro posto con formaggi, carni rosse e maiale nel caso del Superiore, con selvaggina e brasati nel caso della Riserva.

La freschezza e le bollicine leggere del frizzante puliscono il palato dalla grassezza di coppa, pancetta e salame, e lo rendono un compagno naturale anche per i primi piatti della cucina emiliana. La Riserva, più strutturata, chiede invece piatti saporiti e lunghe cotture, e trae vantaggio da un po' di ossigenazione prima del servizio.

Domande frequenti

Con quali uve si fa il Gutturnio?

Con Barbera, dal 55 al 70%, e Croatina, chiamata localmente Bonarda, dal 30 al 45%. Non sono ammesse altre varietà.

Il Gutturnio è sempre frizzante?

No. Accanto al frizzante esistono le versioni ferme Superiore e Riserva, anche nella variante Classico, ottenuta solo con uve dei comprensori storici.

Quanto invecchia il Gutturnio Riserva?

Il disciplinare prevede almeno 24 mesi di affinamento, di cui almeno 6 in legno, calcolati dal 1° settembre dell'anno della vendemmia.

Che cosa significa Classico sull'etichetta del Gutturnio?

Indica un Superiore o una Riserva ottenuti solo con uve della sottozona Classico, cioè dei comprensori storici della denominazione, dove di regola devono avvenire anche vinificazione e invecchiamento.

Scritto da

La redazione di Degusti Vina racconta i vini italiani: vitigni, denominazioni, zone di produzione e cantine, con informazioni verificate sulle fonti ufficiali dei consorzi e dei disciplinari di produzione.

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